Attività fisica e lombalgia.

 

BACKGROUND: L’attività fisica nel tempo libero è spesso considerata avere effetti favorevoli al rischio di lombalgia (LBP), ma dimostrare un’associazione precisa in studi epidemiologici si è dimostrato difficile.
L’obiettivo del presente studio era di esplorare le associazioni tra attività fisica e rischio di LBP cronica in una popolazione adulta e di indagare se le relazioni sono limitate a certi gruppi di età o a femmine o maschi.
Un particolare obiettivo era di determinare se possa essere trovato un supporto per una relazione a U, con sia bassi che alti livelli di attività che comportano un rischio maggiore.

METODI: La relazione tra attività fisica e rischio di LBP cronica è stata esaminata in uno studio prospettico norvegese utilizzando i dati dai sondaggi basati sulla comunità HUNT2 e HUNT3.
I partecipanti erano 9616 donne e 8452 uomini senza LBP a livello base, che hanno riportato dopo 11 anni se avevano sofferto di LBP.
Le associazioni tra attività fisica a livello base nel tempo libero e rischio di LBP cronica alla fine del follow-up sono stati valutati da modelli lineari generalizzati con adattamenti per potenziali fattori confondenti.

RISULTATI: Sono state osservate associazioni significative tra attività fisica nel tempo libero e rischio in entrambi i sessi dopo adattamenti per età, suggerendo principalmente relazioni inverse.
Le donne che partecipavano ad un’attività fisica pesante 1-2 ore alla settimana hanno avuto un rischio relativo (RR) di LBP cronica di 0.81 (95 % CI 0.71-0.93) in confronto a quelle con solamente attività fisica leggera meno di un’ora alla settimana.
Il RR corrispondente negli uomini è stato 0.71 (95 % CI 0.60-0.85).
Dopo adattamenti per educazione, impiego, attività occupazionale, indice di massa corporea (BMI) e fumo, relazioni significative hanno potuto essere dimostrate nelle persone di 50 anni o più a livello base.
Le associazioni sono state diverse tra gruppi educativi femminili, essendo state osservate più relazioni a U tra donne con una sola educazione di base.

CONCLUSIONE: Non è stato trovato un forte supporto complessivamente per relazioni a U.
Comunque, non è stata vista un’ulteriore diminuzione generale nel rischio tra le persone con 3 o più ore di attività fisica intensa alla settimana.
I contrasti osservati tra gruppi educativi femminili potrebbero riflettere diverse preferenze riguardanti attività pesanti specifiche.
Gli uomini di 50 anni o più sembrano beneficiare particolarmente da attività fisiche pesanti.

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G.S.S.

 

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